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[Video] Gabriele Andreoli intervista Oliver Stone

Il Mindset e le star di Hollywood: intervista a Oliver Stone

La storia è sempre stata una delle grandi passioni e una fonte di ispirazione per Stone, che l’ha raccontata in vari film: da Platoon a Salvador, da Nato il 4 luglio a JFK e nei documentari, come quello su Fidel Castro, Chavez o Arafat. «Amo raccontare la storia, credo che farlo sia un compito importante per un regista». Riferendosi, in particolar modo, all’opera “La Storia non raccontata degli Stati Uniti”, ha dichiarato che essa rappresenta il più grande, profondo e importante contributo che avrebbe mai potuto dare ai suoi figli e alle generazioni future e auspica che possa, anche in minima parte, cambiare il modo di pensare. Dare al proprio scopo un significato condiviso che travalica i propri personali interessi, cambiare il modo di pensare, trovare un nuovo paradigma mentale, influenzare i sistemi: tutto è possibile e diventa sempre più rapido e virale man mano che più menti si relazionano e si sintonizzano su valori condivisi. Stone ha fatto qualcosa di molto interessante e che era esattamente nelle sue intenzioni: ha portato l’America e il mondo ad un livello di consapevolezza (coerenza) maggiore. Pone domande che fanno porre altre domande e spiega come tutto è frutto di una soggettivazione della realtà. Infatti, non vi è nulla di precostituito; la realtà viene interpretata da ognuno di noi; la realtà che si crea è un’elaborazione spontanea del nostro cervello, una semplificazione dei neuroni per incamerare dati ed informazioni. Durante la nostra chiacchierata siamo divisi da un tavolo. Ad un certo punto mi dice: «La percezione della realtà è soggettiva». Osserva il tavolo di legno che ci separa: «per me è qualcosa su cui scrivere le mie sceneggiature; per te è qualcosa su cui fare un’intervista; per una termite un buon pasto…». Comunque, non importa se siete o no sintonizzati sulla visione di Oliver, sulle verità che propone; quello che a parer mia conta è che sicuramente il processo creativo di Stone costringe all’attenzione e alla comprensione critica degli eventi e nello stesso tempo impone di utilizzare una forma di intelligenza più attenta e consapevole. Stone non solo è un esempio di mente creativa illuminata, ma può essere uno stimolo per visioni diverse, prospettive nuove, consapevolezze personali o condivise. Parliamo della tecnologia e Oliver di nuovo mi spiazza: «Si, c’è sempre qualcosa di nuovo, un tranello in cui cadere: un tempo erano i libri, poi il telefono, adesso Internet e poi chissà. Ma noi possiamo scegliere, dobbiamo scegliere ed evitare di cadere nel banale, nell’ovvio. Non facciamoci abbindolare o intimorire, cerchiamo di vivere ciò che ci fa vibrare, ciò in cui crediamo». Il suo Mindset è quello di un soldato: lui non si arrende, non molla e torna sempre alla carica.